A Livorno abbiamo già fatto l’ultima lezione dell’anno e ci siamo dati appuntamento al 2017 con le mie compagne di “viaggio”.
Di seguito potete vedere i miei tre ikebana.
Ikebana con carta – Foto Luca RamacciottiPoesia e garofaniMaze-zashi
Adesso ci aspetta un 2017 pieno di nuove sfide e appuntamenti da non perdere dei quali darò notizia via via che si concretizzeranno, in pentola bolle tante cose, ma ogni cosa a suo tempo.
Per adesso saluto tutti augurandovi Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Dopo la visita a #Pitti Fragranze abbiamo scelto due profumi da interpretare con un ikebana.
Il primo l’ho pubblicato in un post di qualche tempo fa (Oud Imperial), il secondo è questo meraviglioso profumo di Meo Fusciuni.
Quando Luca Ramacciotti ci ha consegnato i campioni che avevamo richiesto, già da tempo stavo pensando come poter realizzare questo ikebana.
Ho spruzzato il profumo, ho chiuso gli occhi e ho ascoltato. La storia che mi trasmette 1# nota di viaggio è quella di un caldo pomeriggio nelle strette e anguste strade di una medina. Tutto in questo profumo è armonia, un sogno dai colori caldi e rotondi con la promessa di un’esperienza unica.
In questa realizzazione sono riuscita ad unire tante cose del mio percorso sulla via dei fiori: gli anni di studio con il mio Maestro Luca Ramacciotti, le lezioni di Ilse del suo canale “Online Ikebana” e l’emozione che mi ha trasmesso il profumo di Meo Fusciuni.
Per riuscire a capire meglio il mio lavoro di seguito potete leggere quello che Meo Fusciuni scrive del suo profumo.
1# nota di viaggio (rites de passage)
Il nostro primo profumo nasce ad Istanbul, nella porta d’Oriente, nella nota di pepe nero, la magia dei bazar, la nostalgia del ritorno, la gioia di luoghi sacri.
La prima opera di Meo Fusciuni ci accompagna in un viaggio delicato e vibrante. Ogni porta, ogni momento è segnato nella profumazione, trova nella metamorfosi il suo cammino, dalla Nota di Testa di Pepe nero, Pompelmo e bergamotto, alla nota di Cuore di Ylang-Ylang e Geranio; la profonda Nota di Base e intima preghiera del Sandalo e dell’Incenso.
Lo zampillo che spande… mille tremule foglie… tanti zampilli lasciano cadere memorie nella terra d’Oriente, nella porta che dona passaggi, nella porta dove lo sguardo è anche amaro, speziato.
Radica nella terra lavorata, scavata, massacrata dall’uomo, il Vetiver, dalla quale zampilla enorme e rosso e carnoso il legno del Sandalo, porta in grembo le resine divine, il sacro incenso e la dolcezza del Benzoino, la potenza del Patchouli.
Lo scorso 18 novembre al museo MAXXI di Roma il Concentus Study Group ha tenuto una conferenza con dimostrazione d’ikebana Sogetsu.
Questo evento è stato il primo di un ciclo d’incontri all’interno della mostra sull’architettura del Giappone.
Il venerdì mattina, io e Ilaria ci siamo unite al maestro Luca Ramacciotti e alle maestre Lucia Coppola e Giulia Piccone Italiano, per realizzare uno Zenei-Bana nella bellissima scultura/fontana di Francesco Venezia. Il lavoro è stato divertentissimo, il risultato fantastico, la compagna affiatatissima.
Ilaria e Luca al lavoro
Lucia e Giulia
Zenei-Bana particolare
Zenei-Bana
Ph. Luca Ramacciotti
Ph. Luca Ramacciotti
Ph. Ilaria Mibelli
Ph. Ilaria Mibelli
Alle 18,00 è iniziata la conferenza tenuta dal Maestro Luca Ramacciotti e durante la spiegazione i Maestri Lucio Farinelli, Lucia Coppola, Anne Justo e Giulia Piccone Italiano hanno realizzato degli ikebana illustrando alcuni temi della nostra scuola. Al termine della conferenza anche il maestro Ramacciotti ha realizzato un bellissimo ikebana (ispirato ad un lavoro fatto dalla Iemoto Akane Teshigahara), mentre io, Ilaria e Nicoletta abbiamo fatto da assistenti a tutti i maestri durante la dimostrazione.
La squadra del Concentus Study Group – Ph. Fabio Uggeri
Luca Ramacciotti mentre realizza l’ikebana – Ph. Fabio Uggeri
Sono esperienze bellissime, che restano nel cuore di chi partecipa. Una giornata di condivisione, di tempo e di pensiero.
Tutti uniti in un unico scopo, far conoscere ed amare la nostra bellissima Arte; l’Ikebana Sogetsu.
Davanti ad un folto ed interessato pubblico abbiamo dato un forte messaggio, quello di un gruppo coeso che lavora con gioia e professionalità alla divulgazione di un’antica e moderna Arte.
L’ikebana che apre questo post è un omaggio ad un profumo che ho scoperto a Pitti Fragranze Oud Imperial di Perris Montecarlo.
Non a caso in questo profumo l’Oud è miscelato con altre preziose note legnose come Cedro Atlas, Vetiver di Java e legno di Sandalo che mi suscitano sensazioni di rotondità, calore, colore e Oriente.
L’Oud è una fragranza che ricorda un odore quasi animale, simile al cuoio. Una sensazione quasi ipnotica, corposa che ti rapisce per ore.
Le principali note sono:
Testa: gelsomino e cumino
Cuore: incenso, patchouli, zafferano base, legno di sandalo
Fondo: blackwood, cisto, vetiver
Forse leggendo quello che contiene questo profumo, si può capire meglio il mio lavoro, per “visualizzare” questa fragranza dovevo realizzare un ikebana che fosse importante e con un carattere preciso.
Devo dire che amo molto questo profumo, l’ho annusato per giorni prima di decidere con quali materiali rappresentare la sensazione olfattiva che mi trasmetteva.
Questo ikebana assomiglia molto all’Oud Imperial (secondo me) a suo modo cattura l’attenzione e non può essere ignorato, come del resto il profumo creato da Perris.
Può piacere o no, ma quello che è veramente interessante in questo lavoro (e in tutti quelli che richiedono una certa creatività) è il processo di sintesi.
Le emozioni suscitate dall’olfatto si traducono in sensazione visiva che a sua volta trasmette emozioni. Se le “onde” delle emozioni (olfattive e visive) sono simili abbiamo centrato l’obiettivo.
E’ molto difficile da spiegare, si entra nel mondo personale di ognuno, ma alcuni elementi sono per così dire “standard” riconoscibili da tutti più o meno nello stesso modo.
Chi conosce il profumo, spero apprezzi questa mia rappresentazione e ringrazio il mio Maestro Luca Ramacciotti che non smette mai di stimolare la nostra creatività con nuovi temi e nuove sfide.
Una amica mi regala questo vaso dicendomi: “io lo butterei via, ma sono sicura che te riuscirai a farci qualcosa”.
il vaso
Effettivamente il vaso non era dei più belli ma ho pensato che poteva essere una sfida interessante.
Ho preso il vaso e l’ho portato a casa, l’ho appoggiato su un mobile e di tanto in tanto lo guardavo cercando di immaginare come poterlo utilizzare.
Il primo tentativo non è andato a buon fine, il commento del mio Maestro è stato molto diplomatico: “Non è un vaso semplice” vero non era semplice ma il mio scopo era imparare ad utilizzare anche vasi che non avrei mai scelto.
A questo punto prima di provare nuovamente a fare un ikebana mi sono documentata su come poter affrontare un vaso con questa forma.
Il web è uno strumento fantastico, ho trovato molti ikebana fatti in vasi insoliti e dalle immagini ho capito come erano stati posizionati i rami, la scelta dei materiali e l’aspetto globale della composizione.
La fase successiva è stata immaginare i colori e i materiali che avrei usato io.
Ero appena tornata da Roma con il materiale che avevo utilizzato per la prima lezione del V livello fatta a casa di Lucio e gli splendidi rami di ilex mi sono sembrati una buona partenza.
All’ ilex ho abbinato altri materiali (un ramo tagliato nel campo vicino casa, delle bellissime margherite a fioritura tardiva che ho in giardino e del sinforicarpo comprato dal mio grossista di fiducia) adesso dovevo solo mettere insieme i pezzi, come in un gioco, e costruire l’ikebana.
L’idea era quella di realizzare una sorta di “esplosione” di materiale, dove i rami partivano dal vaso e si liberavano nelle varie direzioni.
Ilex, rami con licheni, margherite e sinforicarpo
Quello che vedete è il risultato finale, la realizzazione è stata un gioco di squadra tra me e i due Maestri, Luca Ramacciotti e Lucio Farinelli.
Seguendo le loro correzioni e suggerimenti ho realizzato questo ikebana che sinceramente mi piace molto e dove il vaso non poteva essere che questo.
La cosa che più ho apprezzato è stato l’ultimo commento di Luca quando a visto la foto finale “… Mi piace molto come hai lavorato il tutto… P.S. Vaso sconfitto”.
Vero, vaso sconfitto, sconfitta la difficoltà nell’usare un vaso che non avrei scelto e che però in questo contesto è perfetto.
Forse è questo il senso dell’imparare.
Rimanere sempre nella “comfort zone” non aiuta a crescere, è solo sperimentando che si imparano cose nuove.
Vincere una “sfida” e amare quello che hai realizzato non ha prezzo.