Sogetsu Branch Nederland

Lo scorso fine settimana siamo partite per l’Olanda (io e Ilaria), dove avremmo dovuto ricongiungerci con Luca e Lucio a Breda, cittadina olandese vicino a Gilze, dove si svolgeva una mostra del Branch Olandese di Anne-Riet Vugts.

Arrivate a Gilze, un piccolo paesino della campagna olandese, volevamo raggiungere la sede della mostra ma non esistevano ne taxi ne autobus e ovviamente pioveva. Luca e Lucio non sarebbero venuti perchè il loro aereo aveva due ore di ritardo e quindi ho chiesto aiuto alle uniche persone che conoscevo: Ilse e Ben. Per fortuna Ilse ha risposto alla mia richiesta di aiuto ed è venuta a prenderci per portarci alla mostra.

Devo dire che ne è valsa la pena, la mostra ci ha catapultato in un mondo fatto d’ikebana diversi da quelli che conoscevamo, le composizioni erano un misto tra ikebana e sculture ma sicuramente opere d’arte.

Alcune installazioni si trovavano all’esterno del complesso espositivo ricavato da una vecchia fornace di mattoni ristrutturata.

Ma la mostra era all’interno, bellissima e interessantissima, piena di idee e spunti per futuri lavori.

A questo link trovate su FB le foto di Monique Keramiek della mostra sono molto belle e vi consiglio di andare a vederle ALBUM DELLA MOSTRA.

Durante il discorso di apertura della mostra, Anne-Riet ci ha presentato a tutti come rappresentanti Italiani della Sogetsu appartenenti al Concentus Study Group di Roma, un grande onore devo dire e tanto ogoglio per essere lì a rappresentare il nostro gruppo in Olanda.

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Discorso di apertura della mostra del Branch Olandese

La cosa bella è stata che poi tante persone si sono avvicinate a noi per conoscerci dicendo che avevano visto le nostre foto e i nostri lavori su FB. 🙂
Mi è dispiaciuto molto che Luca e Lucio non fossero persenti, ma sono stata felice di aver rappresentato il nostro gruppo in questa trasferta olandese.

Alla chiusura della mostra siamo andati con Ilse e le sue amiche ad Anversa, il giorno dopo ci aspettava la “International teachers class”. Ma di questo vi racconto nel prossimo post.

A presto risentirci.

 

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La Via dei Fiori passa da Merano

Non so da dove iniziare, sono stati quattro giorni molto intensi di vita, amicizia, lavoro e divertimento. Come ogni esperienza, fatta con il gruppo, mi ha lasciato bellissime sensazioni e la consapevolezza di essere parte di un mondo che ho scelto di frequentare e vivere. Fare parte di questo Study Group, il Concentus, non è solo un nome è proprio un modo di vivere ed intendere la Via dei Fiori. Per tutti noi l’Ikebana è l’elemento catalizzatore ma poi all’interno del gruppo portiamo la nostra storia, le nostre esperienze e la voglia di vivere e condividire esperienze comuni.

Arrivati a Merano (io, Luca, Lucio ed Ilaria viaggiavamo in macchina insieme) ci siamo incontrati da Patrizia dove c’era Chiara che creava la sua struttura già da due giorni, un lavoro titanico.

Venerdì mattina sveglia di buon ora e via al lavoro, abbiamo creato gli Ikebana che dovevano essere posizionati nella Hall delle Terme di Merano. Chiamati in causa eravamo io, Luca, Chiara, Angelika Mühlbauer, Lucio e Lucia Coppola arrivata la mattina.

Il Sabato mattina altri ikebana sarebbero stati piazzati nelle sale dell’Hotel Terme, dove poi nel pomeriggio ci sarebbe stata la conferenza ed il Workshop.

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Ph. Ilaria Mibelli
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Ph. Ilaria Mibelli

Per ogni ikebana era stato scelto un Haiku al quale ispirarsi per la realizzazione dell’ikebana, questo era il mio:

All’ombra dei fiori
nessuno
è straniero
Kobayashi Issa (1763-1828)

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Silvia Barucci

Lucio Farinelli
Al profumo dei pruni,
d’improvviso, appare il sole,
sul sentiero montano
Matsuo Bashō (1644-1694)

Il piccolo salice,
finalmente,
si è inverdito.
Sôseki (1867-1916)

Angelika Mühlbauer
Fiume estivo
là un ponte, il cavallo
passa nell’acqua
Masaoka Shiki (1867-1902)

Lucia Coppola
La vasta noche
no es ahora otra cosa
que una fragancia.
Jorge Luis Borges (1899-1986)

Luca Ramacciotti
Su un ramo secco
si posa un corvo,
crepuscolo autunnale
Matsuo Bashō (1644-1694)

Ilaria Mibelli
Insoddisfatto,
ci riprova il tramonto
tutte le sere
Sandro Bajini

Patrizia Ferrari
Solo l’erba estiva
ricorda i sogni degli
eroi d’un tempo
Yosa Buson (1715-1783)

Chiara Giani
Fredda come giada bianca
inperla le infiorescenze delle orchidee,
puro come il raffinato
suono del koto
il vento sibila tra gli aghi dei pini
Minamoto no Fusaakira

In questo mondo
contempliamo i fiori;
sotto, l’inferno
Kobayashi Issa (1763-1828)

Silvia Sordi
Il labirinto nasconde la via
ma la luce dei fiori illumina
passi incert

Rumiana Uzunova
Sboccia un fiore
e li sullo stesso ramo
un altro muore
Nanita

Luca ha realizzati un secondo ikebana ispirato alle decorazioni delle terme

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Luca Ramacciotti

e Angelika Mühlbauer altri due legati ai magnifici scroll di pittura giapponese che aveva portato.

Dopo una giornata di intenso lavoro e consapevoli che quello sarebbe stato solo l’inizio ci siamo concessi un pò di relax nelle meravigliose Terme di Merano.

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L’ingresso delle Terme

Nei successivi giorni di Sabato e Domenica ci sono stati due Workshop aperti a chi voleva avvicinarsi all’arte dell’Ikebana e Sabato alle 18,00 la bellissima conferenza dove mentre Luca parlava Lucia, io, Ilaria, Lucio e Angelika abbiamo realizzato un bellissimo Renka assistiti da Chiara e Silvia.

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International Renka
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La squadra al completo

Anche I giornali locali hanno parlato della nostra mostra e questo ci ha reso molto orgogliosi.

Che posso ancora dire? Grazie a Patrizia che ci ha permesso di realizzare questo bellissimo evento, grazie a tutti i partecipanti per la bellissima esperienza vissuta.  E come ripeto sempre #visietepersiilmeglio.

Le foto presenti sono state fatte da Ilaria Mibelli e alcune da me.

Ogni fine ha un nuovo inizio

Lo scorso 23 Dicembre noi del gruppo di Livorno abbiamo fatto l’ultimo incontro dell’anno (e del corso anche se io ed Ilaria finiremo ufficialmente a Gennaio a Roma) affrontando una lezione tecnica e poi la visione del DVD di aggiornamento che ha inviato la Sogetsu.

Anche se abbiamo finito il percorso dei cinque anni di studio le lacune da colmare sono sempre tantissime e sicuramente la tecnica non si finisce mai d’imparare. Tutte noi sappiamo cos’è un Soegi-dome o un Jumonji-dome ma tra saperlo e realizzare un perfetto ikebana al contrario (come si fa nelle dimostrazioni) è tutt’altra cosa. Pensavo di essere più capace ed invece mi sono scontrata con una realtà che credevo di aver già assimilato. Questo per dire che non è mai abbastanza quello che si studia. Penso che lo studio di quest’arte per me durerà tutta la vita. Ci sarà sempre qualcosa che non so e qualcuno più bravo che potrà insegnarmi qualcosa.

Ikebana di Natale

Fine anno e tempo di bilanci forse ho finalmente capito uno dei messaggi profondi dello studiare un’arte (e a maggior ragione un’arte giapponese), è quello che lo studio non si esaurisce con i quattro o cinque anni che servono per prendere il diploma, lo studio diventa un modo di vivere che sarà d’ora in poi il mio modo di vivere. Per questo si dice “camminare sulla via dei fiori” e non arrivare. L’importante è il cammino (andare avanti) senza fermarsi.

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Seasonal Table Decoration – Arrangement for table

A questo punto ringrazio tutti i compagni di viaggio che ho conosciuto fino ad ora e saluto chi non rivedrò domani. Tutti sono stati parte del mio cammino e sicuramente altri ne arriveranno. Un abbraccio speciale ai miei Maestri Luca Ramacciotti e Lucio Farinelli, un caloroso arrivederci a Ilse Beunen, Ben Huybrechts e Anne-Riet Vugts e Auguri di un radioso 2018 a tutti.

Ci rivediamo a Gennaio a Roma con Antonio Alessandria.

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Workshop con Antonio Alessandria

Imparare cose nuove

Nella foto di copertina c’è Ben Huybrechts, un grandissimo grazie per le bellissime foto dei nostri lavori che rimarranno per sempre un bellissimo ricordo.

Lo scopo di ogni lezione, corso, workshop è quello di imparare cose nuove con l’aiuto di persone qualificate. Chi insegna qualsiasi cosa deve essere in grado ti trasmettere il suo sapere per accrescere quello dell’allievo.
Questo è esattamente ciò che è successo nel doppio workshop tenuto il 14 e 15 ottobre a Roma con Ilse Beunen e Anne-Riet Vugts organizzato dal Concentus Study Group.

Come ho scritto nel precedente post, sono stati affrontati dei temi particolari ma anche molto stimolanti e creativi. Le due insegnati sono state fantastiche, ci hanno insegnato tantissime cose facendoci realizzaare dei bellissimi lavori.

Cominciamo con il primo workshop tenuto da Ilse sul tema del Wabi-Sabi.

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Il mio wabi-sabi – foto di Ben Huybrechts – vaso Sebastiano Allegrini

Avevamo a disposizione dei materiali favolosi e un fotografo d’eccezione, il risultato è quello che vedete, colori e forme d’autunno. Insieme al materiale secco dovevamo unire almeno un fiore fresco e quale fiore se non un girasole?. A pensarci bene anche la mia vittoria del terzo posto al concorso della Sogetsu è avvenuta con un ikebana in stile Wabi-Sabi. In effetti amo molto questo tema.
A questo link potete vedere i lavori di tutti i partecipanti WABI-SABI

Il secondo workshop della prima giornata è stato tenuto da Anne-Riet Vugts ed il tema era quello di costruire un contenitore utilizzando un tubo di plastica.

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Il mio ikebana – foto di Ben Huybrechts

Con questo tema ho capito che veramente con niente (un tubo di plastica e delle fascette da elettricista) riesci a realizzare qualcosa di diverso ed esteticamente apprezzabile, se hai delle buone basi di studio e preparazione.
A questo link trovate i lavori di tutti i partecipanti Container with Tubes.

Il primo workshop del secondo giorno, sempre tenuto da Ilse, è stato sul tema del Bamboo.

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Il mio ikebana con il bamboo – foto di Ben Huybrechts

Era stata mandata via mail una lista di attrezzature da portare quasi infinita e devo dire che sono serviti tutti. Il Bamboo è un materialie bellissimo che si presta a tante lavorazioni ma anche molto duro e difficile da tagliare senza gli strumenti adatti. Il mio progetto era leggermente diverso ma per motivi di tempo e difficoltà di lavorazione ho ripiegato su qualcosa di meno complesso da realizzare. Comunque mi sono divertita tantissimo e riproverò sicuramente a lavorare questo bellissimo materiale.
A questo link trovate i lavori di tutti i partecipanti sul tema del bamboo.

L’ultimo laboratorio è stato tenuto da Anne-Riet Vugts ed il tema era quello di realizzare un ikebana su uno stand di metallo.

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Il mio ikebana – tazza per cerimonia del tè di Sebastiano Allegrini – foto di Ben Huybrechts

La difficoltà in questo tema era quella di creare un ikebana che non sembrasse “infilzato” sullo stand ma fosse in equilibrio su di esso e riempisse in maniera armoniosa lo spazio circostante. Sebastiano mi ha chiesto di fotografarlo con la su bellissima tazza per la cerimonia del tè e l’insieme devo dire che mi pace molto.
A questo link trovate i lavori di tutti i partecipanti al laboratorio Arrangements on a Stand

Anche questa esperienza bellissima e ricchissima di emozioni è passata, ma ci stiamo già preparando per il prossimo workshop ad Ottobre 2018.

Ikebana Gourmet

Nel Concentus Study Group non si dorme mai!. Le menti creative dei Maestri Luca e Lucio sono sempre pronte a stimolarci con nuove sfide. Questa è l’ultima in ordine di tempo: realizzare un’ikebana ispirato al piatto di uno Chef.

Ci sono così arrivate una serie di fotografie bellissime di piatti stupendi. Ogniuna di noi ha scelto un piatto e ha cercato di interpretarlo al meglio. I bellissimi piatti sono dello Chef Matteo Torretta.

Vi metto anche il link al blog di Luca così potete vedere gli altri piatti e conoscere meglio lo Chef Torretta Il King e l’Ikebana Sogetsu

Io per un’affinità di colore ho scelto il piatto che vedete in copertina e ho cominciato a pensare come poter rendere questa immagini in un’ikebana. Si immagine, perchè come tutti, ho solo visto in fotografia il piatto.
Il processo creativo è cominciato con l’osservazione del piatto, mi sono chiesta: “cosa vedi?” Vedevo una forma quadrata stratificata, un colore dominante il giallo ocra, una foglia scura.
L’osservazione l’ho così tradotta in un disegno, dando indicazioni di forme e colori.

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Il disegno del piatto/ikebana

Poi sono passata a pensare con che materiali realizzare la composizione. Ho tagliato dei pezzi di legno quadrati, due di betulla e uno di legno scuro che ho spruzzato di bianco (questi mi servivano per dare il senso degli strati e della forma). Il vaso inizialmente lo pensavo trasparente ma poi mi sono ricordata di quello usato al Workshop con Akane Teshigahara in Belgio e mi è sembrato perfetto. Per i materiali avevo in mente dei fiori gialli e volevo dei girasoli ma pensavo di trovarli troppo grandi, arrivata dal mio grossista avevano dei mazzi di girasoli piccoli, perfetti!
Per la foglia rossa avevo in mente un’acero che è nel giardino del mio vicino e nottetempo sono andata a tagliare due rami.

La sintesi di tutto è questo ikebana.

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Ikebana ispirato al piatto di Matteo Torretta

Questa ovviamente è la mia interpretazione del piatto ma devo dire che, dopo il suggerimento del Maestro Luca Ramacciotti, rende l’idea e “funziona” con l’immagine del piatto.

E’ stato molto stimolante e creativo interpretare un piatto Gourmet, nel prossimo lavoro interpreteremo un sapore o forse uno stato d’animo, non so ma qualcosa inventeranno i due maestri del Concentus e io sarò feice di partecipare ad ogni sfida che ci proporranno.

Hito-Te-Ma

Tra le mani di due esseri umani

Oggi nella piazza di Fiesole si è tenuta la “Festa della Ceramica” organizzata dall’associazione “Cobalto”. Conosco questa associazione perché qualche tempo fa mi sono fatta fare un vaso da Umi Amanuma ceramista giapponese di grande talento.

Ceramiche di Umi Amanuma

Girando per la mostra mi sono fermata ad una stand dove non c’erano ceramiche esposte ma pezzi di creta in terra, disposti a formare un disegno. Molto curioso e chiedo spiegazione.

In pratica veniva replicata una performance di un artista giapponese (ancora Giappone nella mia vita) Shioya Ryota che all’indomani del disastro nucleare di Fukushima, ha ideato HitoTeMa. Questo consiste nello stringersi la mano tenendo nell’incavo tra pollice ed indice una piccola palla di argilla. Il risultato sono piccole opere rappresentanti calchi di strette di mano.

HitoTeMa ha un duplice significato: “Hito” significa pezzo di e “Tema” significa tempo o lavoro. Così “Hito-Tema” significa solo con un pezzo del lavoro.

Ma “Hito” significa anche esseri umani, “Te” significa mani, “Ma” significa tra. Così “Hito-Te-Ma” significa anche tra le mani di due esseri umani.

Ho trovato questa cosa “geniale” e quindi ho deciso di lasciare anche la mia impronta 🙂

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La stretta
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il risultato
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il contributo all’opera
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visione d’insieme

Il mio amore per l’ikebana mi ha avvicinato all’arte della ceramica perché questa è parte integrante della composizione e apprendere di artisti come Shioya Ryota che realizzano opere che uniscono il “mondo” mi piace molto. Sarebbe bello fare una performance tipo questa anche con l’ikebana, non so,  una grande installazione in un luogo pubblico dove ogni visitatore possa aggiungere un pezzo che lo rappresenta. Alla fine avremo realizzato un ikebana del “mondo” con il contributo di tutti.

Mi piace! Ci penserò e nel caso realizzi qualcosa del genere vi chiamerò tutti per contribuire con un pezzo di voi alla realizzazione. Faremo un passo tutti insieme sulla via dei fiori.

L’occhio del Maestro

Qualche settimana fa andai con mia cognata dal grossista di fiori da cui mi servo prechè lei voleva comprare dei fiori recisi. Lasciai scegliere a lei i fiori che poi ci dividemmo e io li usai per realizzare un ikebana. Non avendo scelto io i fiori l’ikebana non era preparato ma dovetti “improvvisare”. Accolsi questa cosa come un ottimo esercizio per imparare qualcosa di nuovo.

Scelsi il vaso e cominciai a lavorare, quando mi ritenni abbastanza soddisfatta scattai la prima foto e la mandai al mio Maestro Luca Ramacciotti.

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Primo step del lavoro

Giustamente il Maestro mi fece notare che la massa aveva poco slancio e che avrei dovuto aumentare un pò la lunghezza della parte sinistra.

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Secondo step del lavoro

A questo punto Luca mi disse che andava bene e che potevo pubblicare il lavoro, ma nella mail aggiunse: “Per curiosità lo trasporti in un vaso alto e stretto?”

Presi un vaso alto, levai dal kenzan con due mani tutto l’ikebana così montato e lo misi nel vaso.

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Terzo ed ultimo step

Effettivamente il risultato è molto più bello, la massa acquista slancio e anche se è molto piena sembra delicata. Questo è l’occhio del Maestro!

Luca non ha detto che il mio lavoro non era bello o che non andava bene, mi ha solo chiesto di fare una prova e poi il risultato è stato evidente anche ai miei occhi. E’ in questo modo che si insegna e si fa crescere un allievo, aiutandolo a capire.

Grazie Maestro!

Il vaso della vita :)

Il meteo metteva pioggia per la domenica del workshop a Roma e pioggia è stata.

In realtà noi, a parte la difficoltà iniziale per arrivare da Testaccio a Cavour con la pioggia e la maratona, abbiamo passato tutta la giornata nel laboratorio di POTS di Sebastiano Allegrini.

Laboratorio dove abbiamo imparato “rapidamente” la lavorazione con la lastra. Io avevo un progetto che inseguivo da tempo e volevo realizzarlo a qualsiasi costo. Il Maestro però mi ha “stroncato” subito l’entusiasmo dicendomi che non avevamo abbastanza tempo per farlo. Delusa, ma non arresa, mi sono messa ad ascoltare la spiegazione su come lavorare con questa tecnica.

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© fotografico di Angelica Mariani

Poi Sebastiano ci ha consigliato di utilizzare le forme di cartone che aveva preparato per tagliare i pezzi che componevano il vaso. Tra tutte le forme c’era anche un quadrato e ho scelto quella perchè il mio progetto di vaso era quasi un quadrato, e non ascoltando il Maestro, ho cominciato a realizzarlo.

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© fotografico di Angelica Mariani

Arrivata al momento più delicato del lavoro (quello di chiudere il vaso) il Maestro è venuto ad aiutarmi per finire il lavoro e darmi consigli preziosi.

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© fotografico di Angelica Mariani

Alla fine della mattinata il vaso era pronto! Felicissima del mio lavoro e grata al Maestro di avermi aiutata, in pratica avevo fatto quello che volevo ed era che venuto benino. Sebastiano ha battezzato il mio vaso: “il vaso della vita”. Penso perchè non potevo “vivere” se non lo avessi realizzato. In un certo senso è vero, aspettavo da tanto tempo di poterlo realizzare e più di ogni altra cosa poterlo fare io (l’idea è nata da un vaso che avevo visto a Monaco, quando siamo stati là per il workshop di Ilse) .

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Il maestro e il mio vaso
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Il vaso della vita

Adesso è nel laboratorio di Sebastiano ad asciugare prima della cottura, insieme a tutti i bellissimi lavori degli altri partecipanti. Spero che tutto vada bene in cottura così potrò utilizzarlo per un prossimo ikebana, si perchè la ceramica mi piace ma questa serve all’ikebana.

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© fotografico di Angelica Mariani

Nel pomeriggio abbiamo realizzato altri vasi con un tipo di lavorazione (sempre a lastra) ma più morbida e lasciata più grezza. Ho realizzato un vaso da attaccare al muro che spero sia bello ma ero già appagata della realizzazione della mattina che non ho fatto neanche una foto.

L’unico neo della giornata è stato che il mio Maestro Luca Ramacciotti non è potuto venire per mancanza di posti ma ci ha raggiunto all’ora di pranzo e abbiamo passato insieme il pomeriggio fino alla partenza.

Ogni iniziativa promossa dal Concentus Study Group è un’iniziativa di sicuro valore lo dimostrano le numerose mostre e i workshop, sia d’ikebana che di attività collaterali (ceramica, profumi, fotografia) tutti improntati ad avere uno sguardo a 360° nell’affrontare lo studio dell’arte dell’ikebana. Consiglio a tutti gli appassionati di non lasciarsi sfuggire uno di questi appuntamenti, sono unici ed irripetibili.