Uscire dalla “Comfort Zone”

Una amica mi regala questo vaso dicendomi: “io lo butterei via, ma sono sicura che te riuscirai a farci qualcosa”.

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il vaso

Effettivamente il vaso non era dei più belli ma ho pensato che poteva essere una sfida interessante.

Ho preso il vaso e l’ho portato a casa, l’ho appoggiato su un mobile e di tanto in tanto lo guardavo cercando di immaginare come poterlo utilizzare.
Il primo tentativo non è andato a buon fine, il commento del mio Maestro è stato molto diplomatico: “Non è un vaso semplice” vero non era semplice ma il mio scopo era imparare ad utilizzare anche vasi che non avrei mai scelto.
A questo punto prima di provare nuovamente a fare un ikebana mi sono documentata su come poter affrontare un vaso con questa forma.
Il web è uno strumento fantastico, ho trovato molti ikebana fatti in vasi insoliti e dalle immagini ho capito come erano stati posizionati i rami, la scelta dei materiali e l’aspetto globale della composizione.
La fase successiva è stata immaginare i colori e i materiali che avrei usato io.
Ero appena tornata da Roma con il materiale che avevo utilizzato per la prima lezione del V livello fatta a casa di Lucio e gli splendidi rami di ilex mi sono sembrati una buona partenza.
All’ ilex ho abbinato altri materiali (un ramo tagliato nel campo vicino casa, delle bellissime margherite a fioritura tardiva che ho in giardino e del sinforicarpo comprato dal mio grossista di fiducia) adesso dovevo solo mettere insieme i pezzi, come in un gioco, e costruire l’ikebana.
L’idea era quella di realizzare una sorta di “esplosione” di materiale, dove i rami partivano dal vaso e si liberavano nelle varie direzioni.
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Ilex, rami con licheni, margherite e sinforicarpo

Quello che vedete è il risultato finale, la realizzazione è stata un gioco di squadra tra me e i due Maestri, Luca Ramacciotti e Lucio Farinelli.

Seguendo le loro correzioni e suggerimenti ho realizzato questo ikebana che sinceramente mi piace molto e dove il vaso non poteva essere che questo.
La cosa che più ho apprezzato è stato l’ultimo commento di Luca quando a visto la foto finale “… Mi piace molto come hai lavorato il tutto… P.S. Vaso sconfitto”.
Vero, vaso sconfitto, sconfitta la difficoltà nell’usare un vaso che non avrei scelto e che però in questo contesto è perfetto.
Forse è questo il senso dell’imparare.
Rimanere sempre nella “comfort zone” non aiuta a crescere, è solo sperimentando che si imparano cose nuove.
Vincere una “sfida” e amare quello che hai realizzato non ha prezzo.

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